Round Table #22: Steins;Gate 0 Ep. 22 – Rinascimento of the Projection: Project Amadeus

Dopo una settimana di attesa, eccoci nuovamente seduti tutti intorno alla nostra tavola rotonda virtuale. Siamo pronti a discutere del ventiduesimo episodio dell’adattamento animato di Steins;Gate 0 grazie alle nostre Feelstina e SkyObserver che hanno realizzato il seguente articolo. Per chi non lo avesse ancora fatto, ricordiamo che è possibile visionare la puntata su VVVVID in modo totalmente legale e gratuito.

Quanto segue contiene alcuni spoiler dell’episodio in questione, pertanto la lettura è raccomandata esclusivamente a coloro che lo hanno già visionato o letto la visual novel di Steins;Gate 0. Inoltre, invitiamo coloro che lo hanno fatto a non anticipare in alcun modo avvenimenti ancora non rivelati nella versione animata.

Trama
La puntata si apre con una scena che ormai ci è familiare: Okabe effettua numerosi salti temporali, finendo ogni volta con l’assistere impotente alla distruzione della macchina del tempo.

Dopo aver spiegato la situazione a Maho e Daru, il ragazzo si apparta sul tetto, cercando di schiarirsi le idee. Hououin Kyouma sembra avere qualche difficoltà nel rimanere sotto le luci della ribalta, perché i suoi sforzi sembrano essere vani. Proprio quando il nostro scienziato pazzo sembra essere stato messo con le spalle al muro, Maho e Amadeus Kurisu appaiono davanti a lui, pronte ad aiutarlo.
Rendendosi nuovamente conto di non essere solo nella sua battaglia contro la convergenza, Okabe profonde nuovamente nella folle risata simbolo del suo alter ego, chiamando a raccolta le sue “assistenti”.

Dopo una buffa scena in cui Daru accusa scherzosamente Okabe di essersi ripreso grazie ai “bacetti” di Maho, lo scienziato si accinge a spiegare lo stato delle cose: ci sono tre forze che mirano al segreto della macchina del tempo e due di queste, Stratfor e Durpa, sono già state messe fuori gioco. L’ultimo nemico da affrontare sono i russi, i quali sono a conoscenza dell’esistenza della rivoluzionaria invenzione grazie alla tesi di Kurisu finita nelle mani di suo padre, il Dottor Nakabachi, il quale ha chiesto asilo proprio in Russia.

Nonostante Okabe sia riuscito ad analizzare la situazione fino a questo punto, non è in possesso di un piano per poter fermare la potenza straniera. Proprio per questo motivo interviene Maho che, dopo aver dato una lezione a suon di ciabattate ad Okabe e Daru per averla presa in giro per la sua statura, spiega come sia necessario osservare le cause alla base di un evento.
I russi hanno infatti distrutto il computer di Kurisu così che nessun’altra potenza potesse entrare in possesso della sua tesi, ma, non possedendo le informazioni su come costruire una macchina del tempo, sono senz’altro alla ricerca del tassello mancante per poterlo fare. Questo tassello non è altro che tutto ciò che rimane della conoscenza e della personalità di Kurisu: Amadeus.

Per evitare che la potenza sovietica ottenga informazioni sulla macchina del tempo non è sufficiente mettere al sicuro i dati di Amadeus, ma cancellarne l’esistenza sin dal principio tramite una D-RINE. Daru, infatti, è riuscito ad adattare il sistema di messaggistica istantanea al sistema delle D-Mail, permettendo quindi di inviare messaggi nel passato senza incorrere nel rischio di essere scoperti dal SERN. Sarebbe sufficiente mandare una messaggio allo stesso Daru alla primavera dell’anno precedente chiedendogli di crackare i server della Viktor Chondria e di usare un file in allegato per distruggere i file relativi ad Amadeus.

Nonostante questo sia il corso d’azione più logico da intraprendere e che ha ricevuto anche il consenso della stessa IA, Okabe è molto restio ad agire. Cancellare Amadeus significa infatti fare sì che l’ultimo ricordo della persona che ama non sia mai esistito.

“Kurisu” discute di questa esitazione con Maho – la quale implica come sia chiaro il fatto che Okabe provasse sentimenti molto forti per la sua controparte originale – e decide, in una maniera che richiama molto ciò che Kurisu stessa aveva fatto nella linea Alpha, di parlare lei stessa con Okabe per spingerlo a fare la cosa giusta.

La conversazione tra lo scienziato e la IA si trasforma in uno pseudo appuntamento in cui Okabe mostra a “Kurisu” il paesaggio notturno di Tokyo. Amadeus ammette di essere felice che Okabe non voglia eliminarla perché affettivamente legato a lei, dal momento che per lei significa essere una IA così umana da influenzare i cuori delle persone, ma afferma anche che il mondo reale, nella sua caoticità ed imperfezione, è molto più bello del mondo logico e rigoroso in cui lei è racchiusa in quanto programma. Con un dolcissimo scambio di sguardi i due assistono al sorgere dell’alba del giorno di Tanabata.

Così, pronunciando la password “Der Alte würfelt nicht” (“Dio non gioca a dadi”, in tedesco) Maho avvia con le lacrime agli occhi la cancellazione della IA, così da poterle dare un vero e proprio addio prima che la sua esistenza sparisca per sempre: in un momento carico di commozione “Kurisu” incoraggia la sua “senpai” a non arrendersi mai, affermando che il “posto promesso esiste di sicuro e loro lo raggiungeranno”. Okabe, nascondendo il proprio dolore dietro la maschera dello scienziato pazzo, si lancia in un ultimo disperato saluto, affermando che “il giorno promesso in cui i tempi si intersecano” loro si incontreranno ancora una volta.
Con un sorriso dolce e al contempo disperato, Amadeus chiede un favore alla persona che più ammira: prendersi cura di Hououin Kyouma in sua assenza.

Con una forte sensazione di vertigine il mondo, assieme alla linea di universo, cambia e si distorce mentre sullo schermo appare un numero di Divergenza formato dalle prime cifre della Sequenza di Fibonacci.

Confronto e impressioni
La puntata di questa settimana è ricca tanto di eventi quanto di contenuti originali. Infatti, tralasciando il saluto finale di Amadeus a Maho e Okabe (che riprende alcuni eventi da Twin Automata – finale di Maho – e Promised Rinascimento – finale di “Kurisu”) il resto degli eventi è qualcosa di completamente nuovo ed inedito.

L’episodio si focalizza inevitabilmente su Amadeus che, a differenza della Visual Novel, qui viene trattata come un vero e proprio personaggio la cui mentalità e visione del mondo vengono esposti. Potremmo definire Amadeus Kurisu come “la Kurisu che non conosce Okabe”, per citare la omonima OST, ovvero una Kurisu che non risente della sua influenza e che vive in un mondo completamente diverso da quello reale. Amadeus è dolorosamente cosciente di essere un programma e ciò la spinge ad essere più remissiva rispetto alla sua controparte reale, ma recupera tutta la sua verve (ma anche la sua dolcezza) nel momento in cui le interazioni tra lei ed Okabe si fanno più sincere e senza filtri.

Tra i due è evidente una certa complicità a cui però tendono sempre a porre un freno, vista la loro situazione. In questa puntata, un po’ come nella ventiduesima della prima serie, la reticenza di Okabe e “Kurisu” crolla sotto il peso di un addio imminente, esponendo tutto il dolore che Okabe prova per il dover costantemente sacrificare la persona per lui più importante e lo spirito di sacrificio di Kurisu, che si mostra forte tanto nella sua versione reale quanto in quella virtuale.

“Kurisu”, in quanto programma, vive in un mondo fatto di ordine ed efficienza, in cui non c’è spazio per “cose inutili”. È un mondo, come lei stessa ammette, profondamente diverso da quello reale in cui Okabe vive. Il mondo “esterno” è un universo in cui gli errori e gli sprechi sono qualcosa di assolutamente ordinario, in cui qualcuno può “essere cosciente della giusta azione da intraprendere ma scegliere comunque di errare”: è caotico ed imperfetto ma proprio per questa sua imprevedibilità è capace di dare origine ad eventi miracolosi quali gli incontri tra le persone. Per “Amadeus” la realtà è qualcosa di incredibilmente brillante ed irraggiungibile che, proprio per questo motivo, va a tutti i costi protetta, anche se significa cancellare la sua esistenza.

Un parallelo tanto bello quanto straziante con l’episodio 22 della prima serie è il piccolo scambio che avviene tra i due poco prima dell’alba: se Okabe non riesce a tollerare l’idea che il mondo dimentichi l’esistenza di Kurisu, la IA, proprio come la sua controparte reale, si aggrappa all’unico barlume di speranza della situazione, convincendo tanto se stessa quanto Okabe di poter continuare a vivere attraverso il ricordo che lui avrà di lei.

Dolcissimo e significativo è lo scambio di sguardi tra lo scienziato e la IA, la quale, in quel momento, ci appare più umana che mai: se la sua esistenza servirà a preservare la bellezza di quel mondo che lei tanto ammira e il suo ricordo rimarrà scolpito nei cuori delle persone che l’hanno amata, allora il tutto si fa “così logico e così romantico”. E su questa indubbia citazione alla frase sulla Teoria della Relatività che i fan della serie hanno imparato ad amare, Okabe sicuramente ripensa ai momenti legati a quelle parole e, pur non potendosi realmente toccare, nella loro mente le loro labbra e i loro cuori si sono sfiorati.

Bellissima è la citazione utilizzata come Password per Amadeus: “Dio non gioca a dadi” è una celebre frase di Albert Einstein, il quale era solito pronunciarla per esprimere la sua incredulità nei confronti del Principio di Indeterminazione, secondo cui, nella fisica quantistica, ogni oggetto è sia una particella che un’onda.

Significativo nell’addio il menzionare lo Steins Gate come il “luogo promesso”, segno che questa fantomatica linea di universo viene vista da tutto il cast di protagonisti come il posto in cui risiede la loro vera felicità, ovvero il poter stare tutti insieme in un mondo dove saranno loro a scrivere il futuro giorno per giorno. Molto bello è anche il “Ti affido Hououin Kyouma!” di “Kurisu”, la quale pare quasi aver ricordato di essere sempre stata il “sidekick” di Okabe e chiede quindi a Maho di prendere le sue veci.

Infine una menzione d’onore va, come sempre alle OST. Alla nuova versione di “Resurrezione – Re Awake-” che ormai è diventata un po’ il tema di Hououin Kyouma, si aggiunge, a sottolineare la carica emotiva della puntata, anche “B-Messenger -piano-”, la quale accompagna gran parte del dialogo tra Okabe e Amadeus. Un altro gradito ritorno in scena, che conferma il parallelismo con la medesima puntata della prima serie è “Christina II”, il tema di Kurisu, che, come sempre, fa da sottofondo ai momenti più dolci della serie.
Quasi a voler dare un andamento ciclico agli eventi della serie, infine, abbiamo il ritorno di “Amadeus” che, cantata da Kanako Itou, fa da colonna sonora sia alla prima apparizione che alla scomparsa della IA.

In definitiva si tratta di un episodio che, pur smorzando il ritmo di quelli precedenti, soffermandosi molto sui sentimenti e poco sull’azione, conferma la grandezza della serie. Sicuramente, essendo ormai giunti alla fine, molti saranno rimasti interdetti da questa scelta, eppure ritengo che l’episodio sia molto significativo, non solo per lo sviluppo del rapporto tra Okabe e Amadeus, ma soprattutto per l’importanza e il valore dei sentimenti in sé. Infatti l’obiezione potrebbe essere: perché un simile episodio proprio ora? Non sarebbe stato meglio a metà serie? In realtà no. Solo dopo aver visto il mondo nel 2036, dove i cuori si abituano così tanto alla morte da diventare apatici, dove le uniche lacrime sono di gioia perché il dolore ha eroso così tanto gli animi da renderli l’ombra di sé stessi, è possibile comprendere quanto sia meraviglioso passeggiare per le strade di Akihabara e avere il tempo, senza rischiare la vita, di sollevare lo sguardo e guardare le stelle. Penso che il senso dell’episodio possa essere riassunto in un fotogramma: il sorriso di Amadeus. A prescindere dai suoi sentimenti per Okabe, nella sua espressione c’è un’umana comprensione della speranza e della fiducia: Amadeus come tutti i Lab Mem si fida di Okabe, sente di aver trovato lo scopo della sua esistenza nel sostenere la sua causa per la salvezza del mondo. Negli ultimi istanti, quando chiude gli occhi, si chiude anche un loop di continui sacrifici e fallimenti: lo Steins Gate è ormai vicino.

E voi cosa ne pensate di questo penultimo episodio della serie? Fatecelo sapere nei commenti. Che la ventiduesima Round Table abbia inizio!

1 commento

  1. Complimenti anche per questo nuovo e bellissimo commento a questa puntata, mi dispiace averlo letto solamente ora perchè magari mi avrebbe messo in una disposizione ancora migliore per l’ultimo episodio, che comunque ho apprezzato moltissimo!! ;D
    Volendo discutere come si addice ad una vera Round Table, mi piace l’idea di vedere questo episodio come oculatamente posto alla fine e non a metà della serie per appunto far capire meglio il senso dell’ ‘addormentamento’ di Okabe (e il suo conseguente ‘risveglio’ ) solo dopo aver visto, e non solamente immaginato, veramente come si “sopravvive” nel futuro lontano dallo Steins;Gate… però continuo a pensare in parte che avrebbero potuto evitar tutti i ‘filler’ dei vari episodi e mettere elementi, seppur “leggeri”, di caratterizzazione vera dei personaggi, perchè ok il senso della storia, però loro ci hanno pure preso (e messo ) dei soldini per questo adattamento e sentendo i pareri sulla VN fanno pensare che avrebbero potuto gestirseli ben meglio..!! /:
    Comunque spero che la vostra interpretazioni mi aiuti a ri-valutare tutta la serie e soprattutto mi dia la giusta spinta per giocare anche tutta la VN quindi grazie!! 😉
    Questo era il mio contributo dunque…

    El.Psy.Kongroo.

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